L'Unione Petrolifera replica alle Associazioni dei Consumatori


“Nel corso degli ultimi 30 giorni i prezzi internazionali della benzina rilevati dal Platts sono aumentati di 5,2 centesimi euro/litro contro i 4,1 del prezzo interno al netto delle tasse (prezzo industriale). Rispetto a luglio, a parità di prezzi al consumo dei carburanti, oggi le quotazioni Platts della benzina sono superiori di 2-3 centesimi euro/litro, mentre il costo industriale è rimasto sugli stessi livelli se non in alcuni casi diminuito. Nel solo mese di ottobre, il prezzo della benzina è invece risultato inferiore di oltre 4 centesimi rispetto ad agosto con un risparmio di 2-3 euro per un rifornimento di 50 litri”. E' quanto ha riferito in una nota, giovedì scorso, l'Unione Petrolifera. Nella nota Up spiega come “basterebbero questi dati, oggettivi e verificabili da chiunque ne abbia la voglia, per smontare le recenti accuse lanciate dalle Associazioni dei Consumatori. Legare l’andamento dei prezzi dei carburanti a quelli del petrolio greggio tal quale e non a quelli internazionali di benzina e gasolio (Platts), come si ostinano a fare le Associazioni dei Consumatori, nonostante tutto, è sbagliato sotto tutti i punti di vista e serve solo a giustificare un ruolo che andrebbe svolto con maggiore serietà e responsabilità”.
La replica deriva dalle dichiarazioni delle Associazioni dei Consumatori, dei giorni scorsi, sugli aumenti dei prezzi dei carburanti. “Ormai siamo di fronte ad una vera e propria presa in giro!” – avevano dichiarato giovedì scorso Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, Presidenti di Federconsumatori e Adusbef. Ha dell’inverosimile, infatti, l’andamento dei prezzi della benzina, che tornano ad aumentare, proprio mentre il costo del petrolio sta scendendo! È per questo che, nel denunciare nuovamente questo incredibile fatto, sollecitiamo un immediato intervento da parte di chi è preposto al controllo dei costi e dei prezzi dell’intera filiera. Ma, oltre a ciò, torniamo a ribadire, quale misura inderogabile, la necessità di una decretazione d’urgenza che elimini ogni possibile impaccio burocratico (fatta eccezione, ovviamente per le questioni relative alla sicurezza degli impianti) che ostacola l’apertura di stazioni di rifornimento per la benzina presso i punti vendita della grande distribuzione”. “Nonostante l'euro forte sul dollaro e il calo del petrolio i prezzi dei carburanti sono in costante aumento – aveva dichiarato, sempre giovedì scorso, Carlo Pileri, Presidente dell'Adoc - un danno enorme agli automobilisti che ogni anno spendono oltre 2500 euro solo per i carburanti. E' necessario e urgente un taglio di 10 centesimi sia delle tasse che del prezzo del prodotto industriale ad opera dei petrolieri, per complessivi 20 centesimi, chi possiede un'auto a benzina spenderebbe in media 360 euro in meno l'anno, mentre con un'auto a gasolio si risparmierebbero 180 euro. E con il calo dei costi di trasporto potrebbe realizzarsi l'agognato calo dei prezzi dei prodotti alimentari che, in quanto trasportati su gomma, risentono delle oscillazioni del greggio”. “Gli aumenti registrati in queste ore nei listini dei carburanti portano un pieno di benzina a costare 4,3 euro in più rispetto ad appena un mese fa, e 4 euro in più per un pieno di gasolio”. E' quanto aveva affermato giovedì scorso Carlo Rienzi, Presidente Codacons. “Si tratta - aveva detto - di maggiori esborsi aberranti se si considera la velocità con cui si sono verificati i rincari dei prezzi nell'ultimo mese. A questo punto chiediamo aiuto alla Chiesa affinché intervenga con un esorcismo per liberare i listini della benzina dal “male e riportarli alla normalità!”. Il Codacons aveva chiesto infine “l'abolizione dei millesimi nell'indicazione dei prezzi dei carburanti. Tutti i prezzi italiani siano in centesimi, salvo quelli dei carburanti che sono espressi in millesimi. Eliminandoli si renderebbe più trasparente la concorrenza e la lettura del prezzo da parte del consumatore sarebbe più immediata e facilitata”. E venerdì scorso l’industria petrolifera ha nuovamente “sfidato – si legge in una nota dell'Unione Petrolifera - le associazioni dei consumatori ad un confronto diretto in terreno neutro, numeri alla mano, sul reale andamento dei prezzi dei carburanti, basandosi sugli unici indicatori ufficiali che sono i dati elaborati dal Ministero dello Sviluppo Economico, dalla Commissione europea e dal Platts”. “Confronto – ha detto il presidente dell’Unione Petrolifera, Pasquale De Vita - che, sino ad oggi, le associazioni dei consumatori hanno sempre evitato”. E proprio oggi il Codacons ha accettato la sfida: “una lettera al presidente dell'Unione Petrolifera De Vita è partita a firma del presidente del Codacons Rienzi”, si legge in una nota. Nella lettera l'associazione “accetta la sfida e il confronto con i petrolieri mettendo di fronte i loro economisti e contabili con quelli dei consumatori. Questo purché - riporta la lettera - siate pronti a mostrare - sia pure nel completo rispetto della riservatezza industriale - le carte che vi chiederemo e purché siate pronti in caso di accertata scorrettezza dei produttori a prendere concrete iniziative a tutela dei consumatori. Noi da parte nostra ci impegniamo, ove doveste convincerci, a chiedere scusa per le nostre reiterate proteste e a darne atto pubblicamente”.