In Italia passa il Nucleare, benefici economici per gli enti locali


Non è stata individuata ancora nessuna località precisa ma, anche in Italia, arriverà il Nucleare portando con sé un duro confronto tra favorevoli e contrari al “No-Nuke”. Il Governo ha infatti dato il nullaosta allo schema di decreto che specifica i criteri per l'individuazione dei siti destinati ad ospitare gli impianti nucleari. E, per le Province e i Comuni limitrofi che avalleranno la costruzione degli impianti, sono previsti ingenti bonus economici. I nomi delle località precise destinate al Nucleare, dipenderanno dalle scelte degli operatori che poi dovranno passare il vaglio del Ministero dello Sviluppo Economico e dell'Agenzia del Nucleare. Ma i parametri che decreteranno la conformità dell’area saranno: molta acqua, poca sismicità, distanza da aree abitate e posizione strategica per il sistema energetico e la rete elettrica nazionale. Sono questi, in estrema sintesi, le caratteristiche che, in base al testo approvato ieri dal Cdm, dovranno possedere le aree vocate al Nucleare. Secondo lo schema di decreto, inoltre, che diventerà definitivo dopo aver passato il parere favorevole della conferenza Stato-Regioni e delle commissioni parlamentari, sono previsti una serie di benefici economici, una sorta di “bonus”, per gli enti locali interessati al progetto: si parte con un contributo di 3mila euro a Mwh per il periodo della costruzione. Per un impianto Epr da 1.600 Mw (quello scelto al momento dall'unico operatore presente, il consorzio Enel-Edf) si tratta di un bonus da 4,8 milioni di euro l'anno, che verrà diviso per il 40% agli enti locali e per il 60% alle persone residenti ed alle imprese operanti, “mediante riduzione della spesa energetica, della Tarsu, delle addizionali Irpef, Irpeg e dell'Ici”. In più, si prevede un ulteriore beneficio da 0,4 euro per ogni MWh di elettricità prodotta e immessa in rete. Tradotto in termini economici, per lo stesso impianto a pieno regime, si tratta di una cifra superiore a 5,1 milioni di euro l'anno. I benefici – come specificato nel decreto - sono attribuiti per il 10% alle Province in cui è ubicato l'impianto; per il 55% ai Comuni e per il 35% ai Comuni limitrofi, fino ad un massimo di 20 km dall'impianto. Le località, per ora, più gettonate per la realizzazione degli impianti sono Chioggia, Montalto di Castro Corso e Termini Imprese. Sull’argomento si è sviluppato un acre dibattito politico su chi plaude ad un ritorno all’atomo, come il centrodestra e chi, invece, come Pier Luigi Bersani del Pd non ne vede la fattibilità. “Convinceremo i pessimisti” replica invece il ministro Claudio Scajola.