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Codacons: no
a prezzi settimanali. Il Codacons ha bocciato nettamente la proposta di prezzi dei carburanti settimanali, di cui ha parlato il sottosegretario dello Sviluppo Economico, Stefano Saglia. “Aggiornare settimanalmente i listini dei carburanti – ha detto - produrrebbe un danno per i consumatori e un vantaggio immenso per le compagnie petrolifere”. “Il prezzo settimanale, infatti, da un lato impedirebbe ribassi veloci dei carburanti in caso di cali nelle quotazioni del petrolio - spiega il presidente del Codacons, Carlo Rienzi - e dall'altro consentirebbe alle compagnie una libertà eccessiva nell'aggiornamento settimanale dei listini, che siamo certi verrebbero fissati sempre al rialzo rispetto all'andamento del petrolio. Chi ci assicura inoltre che il singolo distributore si attenga al prezzo settimanale senza modificare di giorno in giorno i listini?”. “L'unica soluzione - conclude Rienzi - è tornare ai prezzi amministrati nel settore dei carburanti con lo Stato che fissa il prezzo massimo di benzina e gasolio e l'obbligo di autorizzazione per qualsiasi variazione al rialzo dei listini”. Per Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, presidenti di Federconsumatori e Adusbef “tornano ad aumentare i prezzi dei carburanti, ancora una volta in maniera del tutto ingiustificata dal momento che non si sono registrate particolari variazioni del costo del petrolio. Vista la situazione di grave crisi a cui le famiglie devono far fronte, infatti, si rende sempre più urgente un'operazione fondamentale, di cui da tempo ribadiamo la necessita, ossia l'eliminazione di ogni impaccio burocratico che ostacola l'apertura di stazioni di rifornimento per la benzina presso i punti vendita della grande distribuzione, se necessario anche attraverso una decretazione d’urgenza. Infatti, avviando questa operazione, si dovrà a raggiungere, nell’arco di 1 o 2 anni, circa il 10% dell’erogato attraverso la grande distribuzione. Ciò consentirà risparmi molto importanti: anche di 9 centesimi al litro di carburante, per effetti diretti sulle tasche degli automobilisti; altri 3-4 centesimi al litro, sempre per effetti diretti dovuti all’effetto di calmieramento che una tale percentuale realizzerebbe sull’intero sistema. Solo con questa operazione – concludono - quindi, a regime, si può ipotizzare un risparmio di 9+4 centesimi al litro per costi diretti, pari a 156 Euro annui per ciascun automobilista e 120 Euro per costi indiretti”. |